Nuova Sabatini, erogazione dei mini-contributi in una rata

Con il decreto crescita, si amplificano gli incentivi a favore degli investimenti delle Pmi anche in tecnologie digitali, con un tetto di risorse che passa da due milioni fino a quattro.
Snellito anche l’iter burocratico per l’incasso del contributo: per importi fino a 100mila euro, l’erogazione potrà avvenire in un’unica rata, in luogo delle sei previste dalla disciplina precedente. Inoltre, il contributo potrà essere acquisito sulla semplice scorta di dichiarazioni prodotte dalle imprese. La cronologia dei controlli diventa successiva all’erogazione del contributo, laddove invece in precedenza era antecedente. Questo strumento agevolativo è destinato al sostegno delle Mpmi (micro, piccole e medie imprese), operanti in qualsiasi settore, fatta eccezione per i comparti delle attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione Ateco 2007) e che investono in beni strumentali anche attraverso il leasing finanziario.

L’agevolazione si sostanza nel riconoscimento di un finanziamento/leasing finanziario, concessi da banche e intermediari aderenti alla convenzione Cdp-Abi-Mise, che copre il 100% dell’importo degli investimenti candidati agli aiuti, con una durata massima (comprensiva di un periodo di preammortamento non superiore a dodici mesi) di cinque anni, decorrenti dalla data di stipula del contratto di finanziamento ovvero, nel caso di leasing finanziario, dalla consegna del bene. La spesa ammissibile non può essere inferiore a 20mila euro e, con le modifiche apportate dal Dl crescita, non superiore a quattro milioni per ciascuna impresa, anche se l’importo viene frazionato in più iniziative di acquisto. La relazione tecnica spiega che il precedente limite (due milioni di euro) si giustificava per consentire la massima fruizione del beneficio in considerazione di una limitata dotazione. Tuttavia, questo massimale risulta restrittivo soprattutto per le imprese di medie dimensioni e per quelle che realizzano investimenti di maggiore entità.
Pertanto, l’aumento a quattro milioni di euro del valore massimo del finanziamento concedibile a ciascuna impresa permette di superare questi vincoli, consentendo anche alle imprese che hanno già saturato il limite dei due milioni di continuare ad accedere alle agevolazioni.
I beni devono essere ad uso produttivo, correlati all’attività svolta dall’impresa e ubicati presso l’unità produttiva in cui è realizzato l’investimento.
A fronte dei finanziamenti, le imprese beneficiarie potranno fruire di un contributo in conto impianti, a copertura di parte degli interessi a loro carico. L’aiuto, per gli investimenti ordinari, è pari all’interesse calcolato, in via convenzionale, al tasso del 2,75% su un finanziamento di cinque anni e d’importo equivalente a quello concesso dalla banca o intermediario finanziario aderente alla convenzione.

Per le imprese che investono in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti la percentuale è incrementata del 30% ed è, pertanto, pari a 3,575%.
In relazione al contributo in conto interessi riconosciuto, l’erogazione in un’unica soluzione a fronte di finanziamenti di importo non superiore a centomila euro, consentirà uno snellimento degli oneri amministrativi e l’accelerazione dei tempi di incasso.

Fonte: Il Sole 24 Ore