Novità per Impresa 4.0

Nel nuovo piano “Impresa 4.0” gli investimenti dedicati alla sostenibilità ambientale avranno il beneficio più alto, con un credito di imposta del 40%.

Gli “investimenti “green” sono uno dei tre grandi capitoli in cui si articolerebbe il nuovo credito di imposta destinato a sostituire iperammortamento e superammortamento fiscale. Il 40% potrebbe essere l’aliquota più alta, il 6% quella più bassa riservata agli investimenti per l’ammodernamento ordinari attualmente coperti dal superammortamento. Tra le due un’ aliquota intermedia, per gli investimenti in macchinari e apparati funzionali all’ammodernamento digitale e hi-tech (oggi coperti dall’iperammortamento). Il bonus “verde” ad ogni modo non sarà subito operativo, perché occorrerà un decreto attuativo per definire con precisione i criteri delle spese che producono miglioramenti in termini di sostenibilità ambientale ed economia circolare.

Il nuovo sistema avrebbe il vantaggio di essere triennale, agevolando gli investimenti effettuati nel 2020, 2021 e 2022. L’alternativa che darebbe continuità alle imprese - cioè la proroga senza modifiche dell’attuale set di incentivi - sarebbe limitata a una sola annualità (con coda, solo per le consegne, al 31 dicembre 2021 per l’iperammortamento e al 30 giugno 2021 per il superammortamento). Al Ministero dello Sviluppo ritengono gestibile senza contraccolpi sull’industria i primi mesi di transizione da un sistema all’altro.

Da un punto di vista finanziario, si punta a un impegno dello stesso ordine di grandezza di quanto sviluppa l’attuale piano Impresa 4.0, ovvero circa 5 miliardi spalmati lungo tutto il ciclo di vita dei beni agevolati dai maxiammortamenti.

Questa nuova misura si affiancherà al credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo (valido anche per il 2020) e al credito di imposta per la formazione 4.0. Il primo di questi due strumenti sarà ampliato con l’estensione alle spese di innovazione (come definite dal “Manuale di Oslo”) e a quelle per il design.

Il bonus formazione, invece, sarà semplificato nella parte che più ne ha limitato il successo fino ad oggi, ovvero l’obbligo di firmare accordi sindacali, aziendali o territoriali. Inoltre, l’agevolazione dovrebbe essere ampliata alle spese per docenti e formatori mentre oggi è calcolata solo sul costo orario del personale impegnato nell’attività di formazione.

Fonte Il Sole 24 Ore