Credito d’imposta possibile per investimenti infragruppo

Con un nuovo provvedimento "Finanza per la crescita" sono state comunicate alcune novità per quanto riguarda il Credito d'Imposta in ricerca.
Si prevede un bonus ricerca “aperto” alle multinazionali e uno sblocco degli sgravi del 30% per il rientro di cervelli e talenti in Italia.
Nello specifico per quanto riguarda il Credito d'imposta in Ricerca si prevede di estenderlo anche agli investimenti effettuati dalle multinazionali tramite le loro società italiane, cancellando una limitazione che finora ha colpito operazioni infragruppo per importanti investitori con presenze significative in Italia, spesso in settori ad alta tecnologia.
 
Per riassumere, l’attuale credito d’imposta, istituito dalla legge di stabilità 2015 e valido fino al 2019, si calcola sull’incremento di investimenti rispetto alla media 2012-2014.
Il beneficio fiscale è del 25% (fino ad un importo massimo annuale 5 milioni per ciascuna impresa, a condizione che siano sostenute spese in R&S per almeno 30mila euro).
Ma il credito sale al 50% in due casi: spese per personale altamente qualificato impiegato e spese relative a contratti di ricerca con università ed enti di ricerca e startup innovative.
Ed è proprio per questa doppia tipologia che il ministero dello Sviluppo vorrebbe abbandonare la base di calcolo incrementale per passare a quella “volumetrica”, considerando dunque tutto l’intero ammontare di investimenti in ricerca effettuati nell’anno. La copertura finanziaria di questo intervento resta però un punto da verificare.

Fonte: Il Sole 24 Ore