Quotazione delle Pmi bonus fino a 500mila euro

Al via da ieri lo sconto del 50% su costi di quotazione delle Pmi, approdato sulla "Gazzetta" del 18 giugno ed è in vigore da ieri. Possono rientrare nell'incentivo solo i costi per servizi resi da consulenti esterni, diversi comunque da società del gruppo. Ampio lo spettro delle attività ammissibili: si va dalla consulenza legale e fiscale alla comunicazione per offrire visibilità alla società che si quota.
Viene riconosciuto, sotto forma di credito di imposta, il rimborso del 50% delle spese di consulenza sostenute, con un bonus massimo di 500mila euro. Il Dm congiunto Mise e Mef disciplina il contenuto della agevolazione. Possono usufruirne solo le Pmi come definite dalla raccomandazione 2003/361/CE e dunque società che, a livello di gruppo, non hanno più di 250 dipendenti e il cui bilancio non supera 50 milioni di ricavi o 43 milioni di attivo dello stato patrimoniale. Le società devono essere in regola con provvedimenti di restituzione di aiuti o di incentivi dichiarati illegittimi o revocati, e non trovarsi in situazioni di difficoltà ex regolamento 651/2014. La domanda di ammissione alla quotazione deve essere presentata dopo il 1° gennaio 2018 e l’ammissione deve essere ottenuta entro fine 2020. 
I costi agevolabili comprendono un insieme ampio di consulenze e servizi. Si deve comunque trattare di attività rese da consulenti o società esterne, che non configurano servizi continuativi o periodici, e che non rientrano nella ordinaria consulenza fiscale, legale o pubblicità. Sono esclusi i servizi resi da società collegate come definite a livello comunitario. 
Agevolabili i servizi di implementazione del sistema di controllo di gestione, quelli per la redazione del business plan redatto in vista della quotazione. Si passa quindi alle attività finalizzate a supportare la società nella revisione delle informazioni contabili storiche e prospettiche (come la due diligence finanziaria), alla consulenza legale, fiscale e contrattuale, su temi specifici legati alla quotazione (informazioni da inserire nei prospetti, due diligence ecc.). Sono agevolabili, se resi in modo specifico e non continuativo, i servizi di comunicazione necessari a presentare la società e il suo caso aziendale alla stampa specializzata e agli investitori finanziari. I costi devono essere attestati dal collegio sindacale o da un revisore. Il bonus, pari al 50% dei costi sostenuti dal 2018 fino alla quotazione, può raggiungere al massimo i 500mila euro ed è soggetto al vincolo degli stanziamenti a carico del bilancio dello Stato.