Novità credito d'imposta R&S

Con la legge di Bilancio del 2020 cambia il credito d’imposta R&S: non ci sarà più il contributo differenziato del 50% o del 25% a seconda delle voci ammissibili, e non sarà più necessario il raffronto con la media antecedente. I contributi saranno concessi per attività di ricerca e sviluppo, per attività di innovazione tecnologica, per attività di design e ideazione estetica. Le attività di innovazione tecnologica si dividono tra attività classiche e quelle riconducibili a innovazione digitale 4.0. Cambia in maniera significativa anche la percentuale di contributo ammissibile e la base del calcolo: l’importo ammissibile viene assunto al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute dalle imprese per le stesse spese ammissibili.

Per le attività di ricerca e sviluppo che verranno individuate da un decreto che verrà emanato sulla base del Manuale di Frascati, il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 12%. La nuova norma introduce anche un limite massimo pari a 3 milioni di euro.

Per le attività di innovazione tecnologica, il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 6% relativa base di calcolo. Anche in questo caso la base è assunta al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Anche per le attività di design e ideazione estetica, il credito d'imposta è riconosciuto in misura pari al 6% della relativa base di calcolo, assunta al netto delle altre sovvenzioni o contributi a qualunque titolo ricevute sulle stesse spese ammissibili, nel limite massimo di 1,5 milioni di euro.

Ai fini del riconoscimento del credito d'imposta, l'effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall'impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro di cui all'articolo 8 del D.Lgs. n. 39/2010.

Ai fini dei successivi controlli, le imprese beneficiarie del credito d'imposta sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività ammissibili svolte in ciascun periodo d'imposta in relazione ai progetti o ai sotto-progetti in corso di realizzazione.

Fonte IPSOA