Credito d'imposta ricerca e sviluppo più ricco

Credito d'imposta ricerca e sviluppo più ricco: le maggiori aliquote introdotte dalla legge di bilancio 2021, infatti, si applicano retroattivamente già ai crediti 2020; questa è l'interpretazione che si sta facendo strada in Agenzia delle entrate che in tal senso si è espressa in qualche risposta (non ancora ufficiale) ai quesiti dei contribuenti. L'amministrazione sta dunque abbracciando un'interpretazione letterale-sistematica che emerge dal testo della legge, e che supera i numeri fondati sulle coperture finanziarie, implicando l'applicazione delle aliquote più elevate già dallo scorso anno, essendo chiaro l'intento del legislatore di “prorogare” con maggiorazione aliquote e tetti della precedente disciplina.

Con riferimento alle percentuali incentivanti 2021-2022, applicabili allo stock di investimenti (non più con metodo incrementale, a differenza della versione 2015-2019 dell'incentivo), la manovra 2021 contempla i seguenti potenziamenti rispetto alla versione 2020 del bonus: l'incremento del credito d'imposta per investimenti in ricerca e sviluppo dal 12% al 20% e un aumento dell'ammontare massimo di beneficio spettante da 3 a 4 milioni di euro; l'incremento del credito d'imposta per investimenti in innovazione tecnologica dal 6% al 10% e un aumento dell'ammontare massimo del beneficio spettante da 1,5 a 2 milioni di euro; l'incremento del credito d'imposta per investimenti in design e ideazione estetica dal 6% al 10% e un aumento dell'ammontare massimo del beneficio spettante da 1,5 a 2 milioni di euro; l'incremento del credito d'imposta dal 10% al 15% della misura dell'incentivo per investimenti in innovazione tecnologica finalizzati alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica o di innovazione digitale 4.0 e un aumento, fermo restando il limite complessivo per l'innovazione tecnologica (ordinaria o maggiorata) di 2 milioni di euro.

L'orientamento che si sta affermando in Agenzia, in attesa di una consacrazione in un documento di prassi, sgombra il campo da possibili dubbi circolanti fra le imprese beneficiarie circa l'applicabilità retroattiva delle nuove misure più favorevoli già ai crediti 2020.

Fonte ItaliaOggi