Da Sace-Simest 500 milioni per il made in Italy

In arrivo ulteriori 500 milioni di euro di operazioni allo studio nei settori del petrolchimico e dell’elettrico.
A oltre due anni dal lancio, Sace-Simest, il polo dell’export e dell’internazionalizzazione del gruppo Cdp, fa il punto sul programma di “push strategy” lanciato per rafforzare le relazioni commerciali con grandi buyer esteri e agevolare il consolidamento dell’export sui mercati emergenti ad alto potenziale per il made in Italy.

Questo approccio ha messo a disposizione di primarie aziende estere linee di credito a medio-lungo termine garantite da Sace a un tasso competitivo per favorire l’acquisto di beni e servizi italiani e ha mobilitato finora 1,7 miliardi di euro di risorse, con oltre 700 aziende coinvolte, in particolare piccole e medie imprese, generando nuovo export per oltre un miliardo di euro.
Un livello, quest’ultimo, che il polo targato Cdp conta di portare a quota 1,8 miliardi entro il 2020 grazie ai sostanziali progressi nelle relazioni con le controparti estere realizzati dalle aziende della penisola, anche attraverso incontri di business matching, sia in Italia che all’estero, resi possibili dal programma per mettere in contatto l’azienda beneficiaria del finanziamento e i potenziali fornitori italiani.

Per individuare gli undici paesi target su cui concentrare questo nuovo piano, Sace-Simest è partita da 200 mercati e ha poi ristretto il novero a quelli che offrivano un numero consistente di buyer di alto profilo e che risultavano appetibili per la sua offerta: Arabia Saudita, Brasile, Emirati Arabi Uniti, India, Indonesia, Malesia, Messico, Sudafrica, Colombia, Perù e Vietnam.
Quattro, invece, i macro-settori su cui si è scelto di puntare: oil&gas e petrolchimico; infrastrutture, costruzioni e minerario; servizi di pubblica utilità; leasing di beni strumentali. Un combinato disposto che ha garantito finora una forte spinta all’export italiano.

Fonte Il Sole 24 Ore