In manovra il credito d'imposta per i software in cloud
Inserito in manovra il credito d’imposta per sostenere gli investimenti sui software in modalità cloud: 90 milioni di euro in tre anni stanziati per un credito d’imposta fino al 30 per cento dei costi di competenza sostenuti nel 2027, 2028 e 2029 per canoni di abbonamento a servizi e soluzioni di cloud computing.
Il riferimento, per conoscere la tipologia di software ammissibili all’agevolazione, è l’allegato F del Testo unico in materia di imposte sui redditi.
Il credito d’imposta, utilizzabile esclusivamente in compensazione, sarà cumulabile con altre agevolazioni che abbiano ad oggetto gli stessi costi, a condizione che il cumulo, tenuto conto anche della non concorrenza alla formazione del reddito e della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive, non porti al superamento del costo sostenuto.
Prima del via libera operativo, tuttavia, occorrerà un provvedimento attuativo; un decreto del ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il ministro dell’Economia, da adottare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, dovrà stabilire i criteri e le modalità di attuazione, con particolare riguardo alle procedure di concessione per rispettare i limiti di spesa annuali.
La scelta del ministero dell’Economia di ricorrere allo strumento del credito d’imposta dovrebbe sanare di fatto lo scontro con le associazioni imprenditoriali dell’Ict che avevano lamentato l’esclusione delle soluzioni in cloud dai beni immateriali agevolabili con l’iperammortamento del piano 5.0. Esclusione che, per il Mef, era motivata dal fatto che i software erogati in modalità as a service, cioè attraverso canoni di abbonamento, in quanto non soggetti ad ammortamento tradizionale, non potevano essere ammessi.
Fonte Il Sole 24 Ore
