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Made in Italy, nuova dote per il Fondo

  • Administrator
  • 4 ago 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

Dopo oltre due mesi dal via libera in consiglio dei ministri, il disegno di legge per il made in Italy è pronto per l’iter parlamentare. Il provvedimento, bollinato dalla Ragioneria dello Stato, arriverà in commissione Attività produttive alla Camera con alcune modifiche rispetto al testo che era uscito a fine maggio da Palazzo Chigi. La più rilevante è sicuramente il raddoppio, da 500 milioni a 1 miliardo, della quota di risorse che il governo si prefigge di attingere dal mercato per alimentare il Fondo nazionale del made in Italy, chiamato anche dai ministri “Fondo sovrano italiano”, previsto all’articolo 4. Resta intatta invece la quota pubblica a carico di un fondo da istituire presso il ministero dell’Economia, cioè 1 miliardo (per la precisione 700 milioni per il 2023 e 300 milioni per il 2024). Quindi riepilogando, complessivamente la dotazione del Fondo, tra parte pubblica e privata, dovrebbe raggiungere 2 miliardi di euro e non più 1,5 miliardi come da bozze iniziale.


La versione bollinata del Ddl coordinato dal ministero delle Imprese e del made in Italy specifica anche che l’apporto non statale dovrà arrivare da «soggetti non inseriti nella lista delle pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n.196» (il testo precedente parlava invece di «investitori privati»). Cassa depositi e prestiti, anche attraverso Patrimonio destinato, e le Casse previdenziali dei professionisti sono alcuni candidati ad alimentare il Fondo, oltre a fondi privati. Confermato il raggio d’azione: investimenti diretti o indiretti nel capitale di società per azioni, anche quotate, con particolare attenzione a progetti di approvvigionamento e riuso di materie prime critiche e all’accelerazione dei processi di transizione energetica. Il Fondo potrà investire anche in cooperative, ma non in banche e assicurazioni. Sarà comunque un successivo decreto attuativo del ministero dell’Economia, di concerto con Imprese e made in Italy, a fissare i criteri, le tipologie di intervento e le modalità di apporto delle risorse da parte degli investitori privati.


Fonte Il Sole 24 Ore

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