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Mise e fondo Green new deal

Sono stati necessari oltre due anni ma il fondo italiano per la ricerca e innovazione nei settori della transizione ecologica, il cosiddetto “Green new deal”, ha ora le sue regole. Il decreto del ministero dello Sviluppo economico (Mise), firmato da Giancarlo Giorgetti, e co-firmato per il concerto da Daniele Franco, ministro dell’Economia, è stato registrato dalla Corte dei conti ed è in corso di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale.

Il decreto attuativo fissa una dote di 750 milioni: 600 per la concessione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato a valere sulle risorse del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese della Cassa depositi e prestiti e 150 per contributi a fondo perduto, a valere sul Fondo crescita sostenibile.


Possono richiedere l’incentivo le imprese di qualsiasi dimensione che svolgono attività industriali, agroindustriali, artigiane, di servizi all’industria e centri di ricerca, e che presentano progetti - anche in forma congiunta tra loro - di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale e/o, limitatamente alle Pmi, di industrializzazione dei risultati della R&S. Sei gli ambiti di intervento ammessi: decarbonizzazione dell’economia, economia circolare, riduzione dell'uso della plastica, rigenerazione urbana, turismo sostenibile, mitigazione dei rischi del cambiamento climatico. I progetti devono prevedere spese e costi ammissibili tra 3 e 40 milioni, essere realizzati sul territorio nazionale, avere una durata compresa tra 12 e 36 mesi.


Un successivo decreto direttoriale del Mise definirà nel dettaglio le procedure per le domande e le istruttorie. Ci sarà comunque un doppio canale di accesso. Per i progetti con spese e costi ammissibili tra 3 e 10 milioni è prevista la procedura a sportello; per i progetti oltre 10 e fino a 40 milioni scatterà la procedura negoziale. Nella fascia 3-10 milioni una quota pari al 60% delle risorse è riservata a Pmi e reti di imprese e una sottoriserva del 25% alle micro e piccole imprese.

Servirà una notifica individuale e l’autorizzazione della Commissione Ue per i progetti di maggiori dimensioni, cioè oltre 20 milioni di aiuto per la ricerca industriale, oltre 15 milioni per lo sviluppo sperimentale e oltre 7,5 milioni per investimenti di industrializzazione. Le agevolazioni concesse in relazione ai progetti di ricerca e sviluppo non saranno cumulabili, con riferimento alle medesime spese, con altre agevolazioni pubbliche classificate come aiuti di Stato.

I contributi a fondo perduto potranno arrivare al 15% delle spese ammissibili come contributo alla spesa e al 10% come contributo in conto impianti. Il finanziamento agevolato invece, a un tasso non inferiore allo 0,50 per cento nominale annuo, deve coprire una percentuale nominale delle spese tra il 50 e il 70% e deve necessariamente essere accompagnato da un finanziamento bancario (per almeno il 10%) che sarà regolato secondo una convenzione tra Mise, Abi e Cassa depositi e prestiti.


Fonte Il Sole 24 Ore

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