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Pmi del Mezzogiorno: bando "Investimenti sostenibili 4.0"

  • Administrator
  • 17 apr 2025
  • Tempo di lettura: 2 min

Dal 20 maggio è possibile per le Pmi del Mezzogiorno presentare domanda per il bando «Investimenti sostenibili 4.0».

L’iniziativa mira a sostenere i processi di trasformazione digitale e sostenibile, rafforzare la competitività e favorire la crescita delle Pmi in Molise, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Sardegna. Particolare attenzione ai progetti che favoriscono sostenibilità ambientale ed efficienza energetica.

 

Pmi beneficiarie

Il bando si rivolge alle Pmi che operano nei settori manifatturiero e/o nei servizi, con il codice Ateco individuato nel decreto, e che intendono realizzare progetti di investimento compresi tra 750mila euro e cinque milioni. Beneficiarie le Pmi che operano in regime di contabilità ordinaria con almeno due bilanci depositati, sono in regola con gli obblighi fiscali e contributivi e non hanno effettuato delocalizzazioni negli ultimi due anni.

Il pacchetto di agevolazioni prevede un contributo a fondo perduto del 35% dell’investimento e un finanziamento agevolato del 40 per cento.

La procedura è a sportello, con valutazione delle domande in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse disponibili, pari a 300 milioni. Sarà possibile pre-compilare le domande dal 30 aprile e poi presentarle tramite la procedura informatica, accessibile nella sezione «Investimenti sostenibili 4.0 – PN RIC 2021-2027» del sito web di Invitalia dal 20 maggio, dalle 10 alle 17, dal lunedì al venerdì.

 

Il piano di investimento

Il piano di investimento definisce il programma, la pianificazione temporale e la previsione degli stati di avanzamento dei lavori. Nei casi in cui il programma presenti un contributo alla sostenibilità, è necessario evidenziare nell’apposita sezione del piano di sviluppo le misure previste tra quelle degli allegati al decreto e/o gli interventi che contribuiscono agli obiettivi climatici di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, come indicato dall’articolo 9 del regolamento Ue 2020/852.

Il progetto deve prevedere una durata non superiore a 18 mesi dalla data di adozione del provvedimento, con possibile proroga di sei mesi. Gli interventi ammissibili riguardano beni strumentali, con particolare attenzione a quelli coerenti con Industria 4.0, opere murarie e assimilate fino al 40% del costo totale, programmi informatici e certificazioni ambientali. In accompagnamento ad altri interventi digitali o di efficienza energetica, il bando consente anche l’inclusione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, destinati all’autoconsumo (elettrico o termico).


Fonte Il Sole 24 Ore

 

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