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Iperammortamento, dal 12 giugno apre il portale

  • Administrator
  • 11 giu
  • Tempo di lettura: 2 min

Dal 12 giugno sarà possibile presentare le prenotazioni per l’iperammortamento sul portale del Gestore dei servizi energetici (Gse): lo prevede un decreto direttoriale della Dg Politica industriale del ministero delle Imprese e del made in Italy in pubblicazione oggi, con le istruzioni di compilazione. Le comunicazioni dovranno essere trasmesse accedendo con Spid o carta d’identità elettronica nella sezione Area Clienti della piattaforma Gse.


La misura, prevista dall’ultima legge di bilancio, riguarda investimenti in beni strumentali effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028 e, nella versione definitiva del decreto attuativo Mimit-Mef, che ha ottenuto il visto della Corte dei conti, viene confermato che i limiti per l’individuazione degli scaglioni di investimento (iperammortamento del 180% per la quota fino a 2,5 milioni, 100% oltre 2,5 milioni e fino a 10 milioni, e 50% oltre 10 e fino a 20 milioni) si calcolano su base annua.

Per le imprese il primo passaggio è la trasmissione di una o più comunicazioni preventive per ciascuna struttura produttiva cui si riferiscono gli investimenti. Poi, entro 60 giorni dalla notifica della comunicazione di esito positivo inviata dal Gse, va trasmessa la relativa comunicazione di conferma dell’investimento, con indicazione della data e dell’importo del pagamento relativo all’ultima quota dell’acconto per arrivare al 20% del costo di acquisizione (l’adeguamento di questa seconda fase sulla piattaforma del Gse sarà comunicato con un ulteriore decreto direttoriale del Mimit). Al completamento degli investimenti, poi, e avvenuta l’interconnessione dei beni, e in ogni caso entro il 15 novembre 2028, l’impresa trasmette una o più comunicazioni di completamento riferite a uno o più beni. Il mancato invio di queste comunicazioni comporta il mancato perfezionamento della procedura per la fruizione del beneficio. Non c’è questo vincolo, invece, per le altre due comunicazioni di monitoraggio che sono state aggiunte, su input della Ragioneria dello Stato, rispetto al vecchio piano 5.0. Si tratta di una comunicazione da trasmettere entro il 20 gennaio di ciascun anno sugli investimenti effettuati e di una ulteriore, integrativa, da trasmettere entro il successivo 30 giugno, con piano di ammortamento e quote di incentivo imputate in ciascun esercizio.


Nella versione finale, vengono confermati, tra gli oneri documentali, la perizia tecnica asseverata (ora necessaria anche per gli investimenti fino a 300mila euro) e una certificazione contabile, rilasciata da un revisore legale dei conti, che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza con la documentazione contabile predisposta dall’impresa. Restano fuori per il momento gli investimenti in software in modalità cloud.

La nuova misura dell’iperammortamento, differenziandosi dal precedente piano basato sui crediti d’imposta, supera il concetto di “investimenti trainanti”: la spesa in beni finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili comporta in modo autonomo l’agevolazione, che non è più vincolata necessariamente all’acquisto di beni strumentali.


Fonte Il Sole 24 Ore

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