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Riorganizzazione incentivi e Fondo crescita sostenibile

  • Administrator
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Arriva, dopo lunghi mesi di gestazione, la riorganizzazione delle agevolazioni del ministero delle imprese e del made in Italy: il decreto legislativo approvato in via preliminare dal consiglio dei ministri segue il Dlgs, già in vigore, che ha istituito il Codice degli incentivi, completando così la riforma che era stata inserita nel Pnrr.


Includendo anche quattro misure proposte da altri ministeri, vengono abrogati 20 incentivi che saranno sostituiti di fatto da bandi attuativi del Fondo crescita sostenibile, in cui confluiranno le risorse. Scatta l’abrogazione per il Fondo trasferimento tecnologico, il Fondo per la ricerca e lo sviluppo industriale e biomedico, l’incentivo Nuove imprese a tasso zero, il Fondo impresa femminile, il Fondo imprese creative, il Fondo per il credito alle aziende vittime di mancati pagamenti, le agevolazioni per le imprese confiscate o sequestrate alla criminalità organizzata, la misura Digital transformation, il Fondo transizione industriale, l’incentivo Economia circolare, il fondo Green new deal, gli incentivi per investimenti nel capitale di rischio nelle Pmi dell’aeronautica, della chimica verde, della componentistica auto e dell’energia rinnovabile, il fondo per le imprese del turismo e dello spettacolo che risaliva al periodo Covid-19, gli incentivi per la blockchain e la maggiorazione del credito d’imposta 4.0 prevista per investimenti inclusi nel Pnrr. Queste misure, come altre (ad esempio Smart&Start per le startup, la Nuova Marcora, le agevolazioni per brevetti e marchi) potranno essere in parte replicate secondo le discipline quadro dello strumento centrale di tutta la riorganizzazione, cioè il Fondo crescita sostenibile. 


In particolare, le discipline quadro si riferiranno a quattro sezioni del Fondo: ricerca e sviluppo e innovazione (in cui ci saranno ad esempio gli Ipcei); startup d’impresa; investimenti produttivi per la transizione verde e digitale (con i contratti di sviluppo); accesso al credito e al mercato dei capitali (dove resterà attivo il Fondo di salvaguardia per le imprese in crisi). Questa architettura si completa con Fondo di garanzia Pmi, Fondo nazionale innovazione e Nuova Sabatini. A conti fatti, dunque, le misure gestite direttamente dalla direzione generale Incentivi del ministero delle Imprese passano da 33 a 10.


Fonte Il Sole 24 Ore

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