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Da Simest sostegno a 2300 imprese

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  • 7 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Oltre 10 miliardi di euro di investimenti sostenuti in favore di 2.300 imprese con un impatto sul Pil italiano dello 0,5 per cento e circa 140mila posti di lavoro creati o mantenuti. È questo lo sforzo messo in campo da Simest, società del gruppo Cassa Depositi e Prestiti, con il bilancio 2025 che si è chiuso con circa 8,7 miliardi di euro di risorse impegnate, in crescita del 9% rispetto al 2024.


Simest conta su un portafoglio complessivo di 30 miliardi di euro e circa 15.500 clienti attivi. Gli investimenti partecipativi ammontano a 220 milioni di euro (il 7% in più del 2024), di cui 102 milioni di euro a valere su risorse proprie e 118 milioni di euro riconducibili a fondi pubblici gestiti in convenzione con la Farnesina. In questo ambito le imprese sono state affiancate anche attraverso il ricorso a contributi in conto interessi a sostegno di oltre 240 milioni di investimenti (oltre il doppio del 2024). Il tutto sempre in forte sinergia con la capogruppo Cdp. All’interno di questo capitolo, l’azione di Simest si è rivolta anche a start up e Pmi innovative (con investimenti per 12 milioni di euro) e ha visto, nel 2025, anche l’avvio di nuovi strumenti, a partire da due fondi pubblici di equity per il sostegno alla crescita delle Pmi e di progetti infrastrutturali internazionali.

Sul fronte della finanza agevolata, sono state realizzate circa 2.500 operazioni in favore di circa 2.200 imprese (circa il 90% Pmi) per circa 1,1 miliardi di euro di finanziamenti accolti (l’11% in più dell’anno prima), di cui circa il 60% riservati alla realizzazione di investimenti in transizione digitale ed ecologica e un nuovo focus sulle imprese energivore. Su questo versante, la società ha poi impresso una ulteriore spinta grazie alla messa a punto di nuove misure, sotto l’egida della Farnesina, per consolidare il posizionamento delle imprese italiane sui mercati strategici, affiancando queste mosse all’estensione degli interventi a favore delle imprese non esportatrici della filiera produttiva.

L’ultimo tassello è rappresentato dal supporto all’export con 7,2 miliardi di euro di operazioni realizzate (+20% sul 2024), a valere sul Fondo 295/73 che è gestito, come i precedenti strumenti, in convenzione con il ministero degli Affari Esteri: questa leva ha consentito di abilitare oltre 5mila Pmi delle filiere produttive, verso le quali la società ha potenziato il proprio supporto.


Fonte Il Sole 24 Ore

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